Conoscete la setta del Bimby?

Avete anche voi un amico che ha acquistato il Bimby, il robot da cucina prodotto dalla Vorwerk? È probabile di sì, visto che il giro d’affari generato dalle vendite di questo elettrodomestico (che è conosciuto in alcuni mercati con il nome di Thermomix) è arrivato a 1,3 miliardi di euro nel solo 2016, un altro anno di crescita a due cifre.

Ma a cosa è dovuto il clamoroso successo di questo prodotto non propriamente a buon mercato (il suo prezzo sul mercato italiano è di 1.199 euro)? Il segreto sta nel fatto che Vorwerk non vende solamente un elettrodomestico ma l’accesso a un mondo di relazioni e l’appartenenza a un club (che io mi spingerei a definire una vera e propria setta).

Cucinare con il Bimby vuol dire infatti per molti soprattutto essere in grado di preparare (magari per la prima volta) pietanze abbastanza complesse come mousse o risotti per poterle condividere con gli amici. Si tratta però di un procedimento guidato in modo stretto dalla macchina, una modalità che fa storcere il naso a molti appassionati di cucina sostenitori di un approccio più tradizionale e affidato all’estro, all’intuito del cuoco e al controllo “a occhio”.

Usare il Bimby per cucinare vuol dire allora compiere una scelta di campo su come cucinare ed esporsi alle critiche (ne ho sentite di feroci) da parte di chi disprezza questo elettrodomestico e l’approccio alla preparazione del cibo che questo rappresenta. La critica dei non utilizzatori ha come effetto il rafforzamento del legame tra chi invece lo utilizza oltre alla diffusione di conversazioni sui pro e contro del prodotto che ne  aumentano la notorietà generando curiosità tra i non clienti.

Vorwerk non mette inoltre il prodotto sugli scaffali dei punti vendita ma utilizza invece come canale distributivo quelle cerimonie di iniziazione rappresentate dalle dimostrazioni dal vivo a casa dell’aspirante membro da parte di un sacerdote aziendale. La consapevolezza da parte dell’azienda che chi acquista i suoi prodotti non è un semplice cliente si trova anche nella pagina del sito web istituzionale che promuove l’accesso alla community Bimby (circa 300.000 utenti registrati solo in Italia) che non si apre con la banale domanda “utilizzi il Bimby?”, ma con un più impegnativo “ami il tuo Bimby?“). Non si tratta quindi di decidere se usare o meno il Bimby, ma se odiarlo o amarlo.

Io non sono un membro della setta, ma devo dire che dopo aver assaggiando il delizioso guacamole personalizzato preparato con il Bimby dal mio amico Everardo in occasione della serata finale dell’Eurovision Song Contest mi schiero con quelli a favore!

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