La formula OVS funziona

Qualche giorno fa sono stato a visitare il nuovo format di OVS S.p.A. che si chiama Atelier del quale sono stati aperti finora due negozi, uno a Novara e uno a Trento (dove è stata scattata la foto).


Se devo sinterizzare la prima impressione che ho avuto entrando nel punto vendita, direi che mi ricorda un negozio Ralph Lauren con un’atmosfera raffinata da boutique e anche un’accoglienza da parte delle persone che lo presidiano molto diversa dai tradizionali negozi OVS (diverso è naturalmente anche l’assortimento, incentrato sulle collezioni Piombo e Les Copains).

È un esperimento interessante e ambizioso, che rappresenta un’altra tappa del percorso dell’azienda (che seguo sempre con attenzione anche nei canali delle mie pillole 💊 quotidiane) sempre più smarcata dal mondo della moda low cost e sempre più proiettata in quello in cui si parla soprattutto di brand e qualità.

L’efficienza e i prezzi restano naturalmente uno dei motivi che portano il cliente da OVS, ma non sono più l’argomento centrale, visto che quel territorio è già ben presidiato molto bene da aziende grandi e aggressive come Primark e presto temo anche Gu.

Leggendo i dati di bilancio del primo semestre presentati ieri da OVS direi che finora la sfida sta pagando: in un mercato italiano dell’abbigliamento che cresce appena dell’1,5% la crescita di OVS è stata del 6,1% (parlo di quella organica, senza considerare la parità di perimetro OVS ha fatto +11%). L’aspetto più interessante del nuovo corso strategico è che anche la marginalità sta crescendo: l’EBITDA (adjusted) ha fatto +17,5% con un balzo dell’EBITDA margin dal 12,5 al 13,8%.

Un grande caso di successo nel retail italiano! 🙌

PS
Dichiaro come sempre con grande serenità il mio conflitto di interessi quando parlo di OVS, non tanto per le 500 azioni che ho in portafoglio (che comunque valgono il quadruplo di quando le ho comprate 📈 ), ma soprattutto perché dietro a questo risultato dell’azienda c’è il contributo di tantissimi miei allievi che ci lavorano e quindi mi piace pensare che c’è anche qualcosa di quello che ho insegnato 😉 .

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