Crisi dei centri commerciali: realtà o fake news?

Chi segue questa pagina e le mie lezioni sa quanto mi appassioni il tema della crisi dei centri commerciali (al quale ho già dedicato due post che potete ritrovare qui e qui). Nelle ultime settimane sono stato più volte stimolato su questo argomento da amici e giornalisti (e anche amici giornalisti!) e nell’illustrare il mio punto di vista ho cercato come sempre di partire dai numeri.

I numeri rivelati lo scorso 22 febbraio dal bilancio 2017 di Westfield, uno dei leader mondiali del settore, ci dicono che i flagship mall del gruppo godono ancora di buona salute: circa il 95% della superficie disponibile è affittata, le vendite al metro quadro negli specialty store hanno continuato a crescere anche lo scorso anno (nell’ultimo triennio la crescita cumulata sfiora il 15%) e, di conseguenza, anche l’affitto medio al metro quadro per i negozi è salito raggiungendo i 1.255 dollari (era 1.239 nella semestrale del 30 giugno).

Venerdì scorso ho inoltre approfittato di qualche ora libera a Londra per visitare nuovamente i due mall londinesi di Westfield: Westfield London, del quale è stato inaugurato poche settimane fa un ampliamento da 600 milioni di sterline (a fondo pagina una foto della nuova ala), e l’effervescente Westfield Stratford City. Il segreto del successo di Westfield appare sulla carta abbastanza semplice: ad ogni visita a questi centri trovo sempre negozi nuovi o rinnovati con il meglio che la scena retail possa offrire, oltre a un’offerta gastronomica allettante che spazia dal Thai al greco passando per pizza e sushi, senza dimenticare gli ottimi margarita di Wahaca.

Questo significa che la crisi dei centri commerciali è da derubricare tra le fake news? Certamente no, la cosiddetta retail apocalypse non è un’invenzione giornalistica: la crescita dell’ecommerce ha reso superflua una buona parte della superficie commerciale attualmente disponibile e i mall che non saranno in grado di offrire una shopping experience stimolante basata su un’offerta varia e aggiornata sembrano inesorabilmente destinati all’estinzione. Il problema è che una strategia di questo tipo è alla portata di centri come Westfield Stratford City, che lo scorso anno è stato visitato da poco meno di 50 milioni di persone (!), mentre si presenta molto più complessa per i centri in grado di attrarre un numero di milioni di visitatori che si conta con le dita di una sola mano.

Vedremo quindi nei prossimi anni ancora molti cambiamenti nel mondo dei centri commerciali, e la acquisizione in corso di Westfield da parte di Unibail-Rodamco (il leader europeo, anche lui reduce da un lustro di crescita degli affitti like for like) ne è un segnale evidente.

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