Ho visto il supermercato del futuro (non quello, l’altro)

Nel semestre che sta terminando abbiamo molto lavorato con gli studenti del mio corso di retailing sul futuro dei punti vendita di vicinato. Durante la pausa natalizia ho colto allora l’occasione per andare a Milano a visitare il Supermercato del futuro, il prototipo sviluppato da Coop al Bicocca Village che avevo visitato in una precedente versione all’Expo tre anni fa insieme ai ragazzi del mio Master.

È un punto vendita che contiene alcune innovazioni interessanti, tra le quali la possibilità di trovare diverse informazioni sui prodotti in vendita attraverso sofisticati schermi interattivi presenti in gran quantità (e visibili nella foto in testa al post) ed è il primo supermercato che mi ha fatto pagare alla cassa automatica con Satispay. Si tratta anche sicuramente di un bel punto vendita dal punto di vista estetico con soluzioni di illuminazione particolarmente efficaci.

Non è questo però quello che secondo me si avvicina di più all’idea di quello che dovrà essere il supermercato in futuro. Meglio precisare a scanso di equivoci cosa si intende qui per “negozio del futuro”: non si tratta del negozio che più si avvicina al futuro più o meno fantascientifico prospettato da Black Mirror, ma più semplicemente di un punto vendita in grado di mantenere una ragione d’essere anche quando l’ecommerce nel food avrà conquistato una quota di mercato rilevante. Sotto questo punto di vista credo che il supermercato del futuro assomiglierà allora molto di più al Carrefour Market aperto da poco più di un mese nel City Life Shopping District sempre a Milano (al quale si riferiscono le altre due mie foto qui sotto)

Il Carrefour Market mantiene questa ragione d’essere in due modi: in primo luogo presenta un assortimento di prodotti alimentari esposti in modo accattivante che invitano all’esplorazione e alla sperimentazione: i 200 formaggi (!), la ruota di spezie e frutta secca, l’ortofrutta di stagione, il pane caldo fino al tramonto … Raramente ho trovato in Italia un supermercato così attento alla qualità della shopping experience!

In secondo luogo questo supermercato non è “solo” un supermercato, ma il centro di riferimento per la soluzione di tanti piccoli e grandi problemi quotidiani come comprare biglietti per cinema e teatri, portare a riparare le scarpe, trovare un artigiano per le piccole riparazioni, spedire denaro, stampare foto o mandare gli abiti in lavanderia. Per chi lo desidera i sacchetti della spesa possono essere consegnati a casa, ma è possibile invece portarsi a casa non solo la spesa ma anche i pacchi di amazon o altri siti di ecommerce per i quali questo Carrefour può fungere da punto di consegna per i clienti.

Un supermercato esperienziale e ricco di servizi per semplificare la vita, quindi, difficilmente sostituibile da un sito web. E il vostro supermercato del futuro come dovrebbe essere?

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Un pensiero riguardo “Ho visto il supermercato del futuro (non quello, l’altro)

  1. A tal proposito consiglio di visitare la nuovissima ExtraCoop, un nuovo concetto di Coop che ci ha preso in pieno! È presente nelle città di Modena, Ravenna e Bologna – io ho avuto la fortuna di visitare più volte quella di Modena e non posso che essere d’accordo con quanto espresso nello slogan del nuovo PDV: una grande distribuzione di emozioni! Quello che ha cercato di fare, con grande maestria, la Coop, in questo nuovo format, è stato creare un connubio tra shopping experience, tecnologia e tradizione, il tutto contornato da una teatralizzazione degli spazi e degli ambienti che ci fa sentire al cinema, o nell’orto della nonna, o nel mondo dei giocattoli, o in un paese orientale oppure ancora nella cantina di un’enoteca – a seconda del reparto in cui ci si trova. Il tutto senza tralasciare servizi aggiuntivi come la fioreria, l’ottica, la gioielleria, l’agenzia di viaggi, l’angolo prestiti, la profumeria “Momenti per te”, pensati non come store ma come “spazi”: spazi in cui emozionarsi, spazi in cui prendersi cura di sé, spazi in cui provare nuove esperienze. Non per ultimo il legame che l’ex ipermercato, ora “extramercato” ha inteso costruire all’interno del centro commerciale, proprio CON il centro commerciale, creando spazi aperti, facilmente accessibili, alla stregua degli altri retail, con area ristoro, pizzeria con forno a legna, pasticceria a cui è possibile accedere senza dover entrare all’interno del pdv. Tutto questo ha permesso di rendere il momento della “spesa” qualcosa di sempre più inclusivo ed emozionale, un’esperienza altamente piacevole e ricreativa. Ce ne vorrebbero di più, di supermercati così!

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