Chiedere la tesi a un professore di marketing? Tre errori da evitare

Per iniziare una carriera nel variegato mondo del marketing scrivere una tesi in questa materia può essere una buona idea. Il problema è che non sei il solo a pensarla così e quindi bisogna cercare di battere la concorrenza e riuscire a farsi assegnare la tesi da un relatore. Avendo ricevuto negli anni centinaia di email da parte di aspiranti tesisti ho notato che ci sono alcuni errori ricorrenti che gli studenti compiono spesso e che li allontanano dall’obiettivo: eccoli svelati qui sotto.

1. Iniziare il messaggio con “gentile docente”. Non hai notato che oggi anche le aziende più sprovvedute cercando di personalizzare i loro messaggi e quasi nessuno usa più il generico “gentile cliente”? Dimostra un po’ di sensibilità per i temi di marketing ed evita di spedire una richiesta di tesi con un messaggio impersonale che sembra pronto per essere mandato senza variazioni a tutti i docenti del corso di studi.
Se proprio non vuoi fare la fatica di personalizzare il messaggio, punta almeno su “gentile professore” al posto dell’orribile “gentile docente”.

2. Chiedere informazioni sull’orario di ricevimento. Dal momento che tutti i professori seri tengono aggiornate le informazioni sugli orari di ricevimento sul sito web dell’Università, scrivere un messaggio personale per chiedere quelle stesse informazioni è maleducato o, peggio ancora, fa sospettare che lo studente non sia in grado di reperire le informazioni autonomamente usando Google. Nessun professore desidera seguire studenti con queste caratteristiche.
Se invece il messaggio è dovuto al fatto che le informazioni sull’orario di ricevimento non sono reperibili o che il professore in quegli orari non si fa trovare, il consiglio è di pensarci due volte prima di cercare di “ingaggiarlo” come relatore.

3. … scrivere un email. Il terzo errore da evitare è il più importante (e per giunta scongiura il rischio di compiere gli altri due): se veramente ci tieni a quella tesi cerca di evitare di proporre al docente la collaborazione per email. Investendo del tempo per presentarti in orario di ricevimento con le tue idee, infatti, dimostri in primo luogo attenzione per il docente (che, è bene ricordarlo, anche se non è tenuto a interagire con gli studenti al di fuori degli orari di ricevimento riceve ogni anno diverse centinaia di email) ma soprattutto dai una prova tangibile della tua motivazione differenziandoti dai colleghi più pigri.

Con questi consigli hai ora una carta in più da giocare, ma non dimenticare l’avvertimento più importante: per lavorare nel marketing non è poi così rilevante la disciplina in cui hai scritto la tesi. È più importante che tu abbia lavorato con passione e attenzione su un argomento non banale seguito da un docente capace e coscienzioso che all’occorrenza possa testimoniare le tue qualità.

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Un pensiero riguardo “Chiedere la tesi a un professore di marketing? Tre errori da evitare

  1. Buonasera Prof Cappellari,
    anche ora che mia figlia ha terminato l’università seguo con piacere le Sue pubblicazioni ed esorto gli studenti che hanno interesse verso la sua materia a leggere ed interagire con i Suoi articoli. Sono totalmente soddisfatto del percorso che mia figlia Alice ha fatto con lei e del master che ha aperto ottime opportunità di lavoro. Come genitore penso che abbiamo ottenuto il meglio, dopo pochi mesi dalla conclusione della laurea magistrale e del master mia figlia è già inserita attivamente nel mondo del lavoro con soddisfazione
    grazie e buon lavoro
    Mauro Brunelli ( Adria – RO )

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