In una tshirt c’è più petrolio o cotone?

Quando l’altro ieri mi è arrivato sull’iPad l’avviso che il titolo Abercrombie & Fitch stava perdendo in borsa addirittura il 29% in una sola seduta, sono corso a scaricarmi il comunicato della trimestrale che era stata appena presentata ai mercati.

Abercrombie è un’azienda che seguo da tempo e sulla quale nelle pillole 💊 , nei miei libri e sul blog ho scritto spesso, sia ai tempi del successo clamoroso, sia a quelli dell’altrettanto clamoroso tonfo (qui un pezzo di nove anni fa dedicato proprio a questo) che, infine, nell’interessante percorso di ricostruzione del brand che aveva dato negli ultimi tempi risultati molto incoraggianti. Per approfondire potete leggere cosa avevo scritto quando sono andato ad acquistare da Abercrombie & Fitch la tshirt che sto indossando in questo momento e questa analisi dei risultati dell’anno scorso.

Cosa è successo negli ultimi mesi?

Dal punto di vista delle vendite nessun problema visibile: con 813 milioni di dollari si tratta anzi del miglior primo trimestre dal lontano 2014, con un incoraggiante +13% della componente Abercrombie del business, quella che in passato aveva sofferto di più.

Alla voce costi, però, uno scostamento francamente impressionante: 80 milioni di maggiori spese di trasporto.

Ho controllato tre volte la frase per essere sicuro di aver letto bene: 80 milioni, cioè il 10% del fatturato trimestrale, non è l’ammontare complessivo dei costi logistici, ma l’incremento registrato nel trimestre rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

Possiamo dire provocatoriamente che in una felpa Abercrombie c’è più carburante per navi, camion e aerei che cotone. Lasciando stare per ora le implicazioni ambientali, che comunque non sono banali, è chiaro che sorge qualche interrogativo anche in termini di value proposition aziendale.

Tra l’altro i noti problemi lungo la supply chain hanno avuto come conseguenza anche un forte incremento delle scorte di prodotto a parità di fatturato, con la doppia conseguenza di un appesantimento del bilancio dell’azienda e di un aumento del rischio di dover ricorrere a sconti per smaltire eventuali invenduti.

I miei allievi sanno che come docente di retailing non ho mai sottovalutato il ruolo delle operations e della gestione della supply chain, ma dal prossimo master mostrerò qualche numero di questa trimestrale già nella prima lezione.

PS La foto è uno screenshot della homepage ufficiale di Abercombie & Fitch, parente lontano del brand che faceva furore nel primo decennio di questo secolo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...