Bulgari insegna a innamorarsi del Made in Italy

Sappiamo bene che quando un brand del lusso Made in Italy vende un prodotto sta vendendo una manifestazione dell’Italian lifestyle che ha valore anche perché ricorda indirettamente a chi lo compra i valori e la cultura del nostro Paese.

Per chi si occupa di marketing e di retailing l’importante implicazione è che diventa indispensabile che il personale di vendita sia in grado non solo di raccontare il prodotto ma anche di trasmettere la sua anima italiana. Questo è relativamente semplice se il processo di vendita viene gestito da personale italiano in un negozio di Roma o Milano, ma diventa meno scontato se gli attori del processo sono giapponesi o cinesi che lavorano in un negozio di Osaka o Guangzhou. Come fare sì che queste persone possano diventare dei validi ambasciatori di italianità? Lo stile di vita italiano non è qualcosa che possa essere sintetizzato in pochi stereotipi o nelle pagine di un manuale di vendita.

Sabina Galli, alumna CUOA Business School e CFO di Bulgari, intervenendo al graduation day 2017 dei master full time CUOA venerdì scorso ha allora descritto una iniziativa divertente ed efficace organizzata da Bulgari per raggiungere questo obiettivo nella formazione del suo staff internazionale. Le persone coinvolte sono state invitate a Roma, la città dove l’azienda ha da sempre il suo cuore, e sono state fatte salire su delle 500 per andare in giro per le strade del centro a prendere un aperitivo. Un’esperienza che sicuramente resterà impressa più di qualsiasi pagina di manuale; è anche un modello da copiare per le aziende del Made in Italy?

PS Congratulazioni a tutti i nuovi diplomati master Cuoa!

Annunci

Un pensiero riguardo “Bulgari insegna a innamorarsi del Made in Italy

  1. Iniziativa lodevole nella forma ma…attenzione ai modi. I valori che Bulgari vuole incubare nei membri del proprio staff non si apprendono sui manuali e la forma esperienziale di formazione la trovo intelligente ed efficace.
    Il giro in cinquecento del centro di Roma lo trovo però ancorato al cliché di Italianità nel mondo e penso che poco possa aggiungere alla percezione dell’Italianità dello Staff.
    Ora, immagino che Bulgari non abbia invitato dipendenti da tutto il mondo per un prosecco in piazza Navona e che quindi abbia promosso anche altre iniziative meno stereotipate finendo la giornata con la leggerezza di un aperitivo.
    In conclusione, Creare consapevolezza verso l’Italianità attraverso l’esperienza è un modello a cui chi vuole esportare made in Italy dovrebbe aderire, con un solo monito: Non farsi portatori di una bandiera rammendata con cliché e luoghi comuni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...