#OpenToWork? No grazie, cioè sì

LinkedIn ha recentemente aggiunto l’opzione per gli utenti di poter segnalare la propria disponibilità sul mercato del lavoro. È ora possibile “decorare” la propria foto profilo con un contorno verde con la scritta #OPENTOWORK e condividerla con un messaggio che linkedIn ha già preparato: “Ciao a tutti, sto cercando un nuovo lavoro e apprezzerei il vostro sostegno. Grazie in anticipo per eventuali contatti, consigli o opportunità che vorrete offrirmi”. Vale la pena di usarlo?

A mio parere la risposta è no, e sicuramente non così, per un motivo molto semplice: noi che usiamo linkedIn siamo in linea di massima sempre tutti aperti a nuove opportunità lavorative e quindi segnalarlo non aggiunge alcuna informazione interessante. Al limite aggiungiamo l’informazione che non abbiamo in questo momento altre opportunità a disposizione e questo potrebbe incentivare le imprese che si fanno tentare solo dalla possibilità di assumere collaboratori a basso costo: in questo periodo per molti può essere meglio di niente, ma è un’opzione da valutare con attenzione.

La maggior parte delle aziende, infatti, non ricerca disoccupati, ma persone in gamba funzionali alle sue esigenze. Al di fuori di alcune situazioni particolari, il fatto che una persona sia impiegata in un’altra azienda non rappresenta un deterrente per un’azienda che desidera assumere, ma anzi in alcuni casi viene visto come un ulteriore segnale che il candidato è interessante.

Se poi, come fanno in tantissimi, ci si propone condividendo sul social network il messaggio preimpostato da linkedIn, si rischia di segnalarsi come persona con poche idee e poco spirito di iniziativa: dal mio punto di vista è una specie di suicidio sul mercato del lavoro. Chi vuole sfruttare questa funzione si deve proporre in modo originale e differenziato per colpire l’osservatore distratto facendogli venire voglia di conoscere più a fondo il candidato (proprio come dovrebbe avvenire con cv e lettera di motivazione).

L’alternativa? Studiare il mercato, individuare settori e aziende più promettenti (nel post che trovate qui alcuni spunti per partire), capire dove si può rappresentare un valore aggiunto per il potenziale datore di lavoro, capire il canale migliore per candidarsi e inviare delle candidature convincenti. Nei prossimi mesi non sarà facile, ma si tratta di un’alternativa che offre sicuramente qualche opzione in più.

Un pensiero riguardo “#OpenToWork? No grazie, cioè sì

  1. Buongiorno professore,
    Sono perfettamente d’accordo con lei! Credo sia meglio lavorare sulla costruzione di un chiaro e completo profilo LinkedIn, imparare a interagire bene con il proprio network, lavorare sulla condivisione di contenuti interessanti e entrare in contatto con persone professionalmente di interesse.
    Certo la foto rende più evidente la nostra ricerca, ma in questo momento di difficoltà generale, proprio come ha detto lei, è meglio lavorare sul distinguersi.

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