I gioielli di Roma

Perché Roma piace così tanto? Le cose che ci affascinano di questa città sono veramente molte: ci sono il Colosseo, la Fontana di Trevi, San Pietro, i Fori Imperiali, Trinità dei Monti e poi Papa Francesco e Francesco Totti, senza dimenticare il saltimbocca alla romana e il carciofo alla giudia. Roma ci piace però anche per l’atmosfera della città e il passato che evoca: i tempi gloriosi dell’Impero, il ricco rinascimento di Michelangelo e Raffaello e, non ultimi, l’energia e l’ottimismo della Dolce Vita.

È proprio a queste atmosfere, fissate nell’immaginario collettivo da Audrey Hepburn in vespa con Gregory Peck e da Anita Ekberg che fa il bagno nella fontana, che si richiama Roma 1947, un brand di gioielleria della vicentina Bettersilver. Il marchio, nato da appena un paio d’anni, prende infatti ispirazione da una vecchia foto ritrovata in soffitta qualche tempo fa da Paolo Bettinardi, l’amministratore delegato dell’azienda, una foto che ritraeva i suoi nonni spensierati e felici nella Roma del dopoguerra e che riportava luogo e data: “Roma 1947”.

La cosa che mi piace di più di Roma 1947? Sui prodotti rimando a quanto ha ben scritto (e fotografato)  qui Alessia Canella dopo la festa in atmosfera Roma anni ’50 che l’azienda ha organizzato e alla quale abbiamo partecipato in occasione dell’ultima edizione di VicenzaOro, uno dei principali eventi mondiali per le aziende della gioielleria. Da professore di marketing a me piace soprattutto la visione imprenditoriale che sta dietro al progetto, una visione che in un certo senso capovolge quanto hanno fatto per anni molte delle aziende del distretto vicentino del gioiello.

Spesso infatti le nostre aziende orafe e gioielliere sono partite dall’ideazione e realizzazione di un bel prodotto, ponendosi poi solo in un secondo momento il problema di come e a chi venderlo e, soprattutto, di come comunicarlo. Ne sono nate così molte volte delle collezioni fatte di bellissimi oggetti ma poco coerenti e senza un’identità precisa. Per Roma 1947, invece, il processo è stato diverso: è nato prima il brand con la sua ispirazione di fondo, il suo posizionamento preciso, il suo progetto di comunicazione e il mood delle collezioni e poi sono stati sviluppati dei prodotti in grado di rappresentarli. Dietro a questa scelta sta la consapevolezza che, come spiega bene anche Marco Bettiol nel suo “Raccontare il Made in Italy”, avere prodotti belli e ben fatti è importante ma “i contenuti culturali rappresentano un aspetto sempre più qualificante dell’offerta” e un prodotto ben fatto emoziona di più se ha una bella storia da raccontare. Paolo Bettinardi ha quindi applicato con creatività alcune delle “regole” del marketing che ha studiato al master Cuoa con il mio amico Paolo Gubitta: non posso allora che augurare a questo progetto un futuro di successi!

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Un pensiero riguardo “I gioielli di Roma

  1. La strategia adottata da questo brand è stata vincente perché rispettosa di alcuni principi teorici del marketing.
    Infatti, quest’azienda, prima di realizzare il prodotto, ha indagato il mercato, lo ha segmentato, ha individuato un target su cui puntare, si è posizionata agli occhi dei consumatori e diversificata dalla concorrenza. Il suo posizionamento è stato dato dall’individuazione di un insieme di valori emozionali da attribuire al brand, in modo che rispecchiassero un segmento predefinito e ben preciso: la giovane donna romantica e malinconica nei confronti di un passato che in realtà non ha mai vissuto.
    Per rafforzare l’immagine del proprio brand e l’insieme dei valori da trasmettere, Roma 1947 ha sviluppato vari punti strategici in termini di marketing: il nome del prodotto, che evoca alla perfezione l’atmosfera che vuole ricreare, il raccontare la sua storia (elemento sempre più sfruttato ultimamente, in particolar modo dalle imprese del lusso) e l’organizzare eventi a tema che permettano al cliente di immergersi fisicamente nei valori della marca e che danno di che parlare ai giornalisti, sviluppando l’attività di pubbliche relazioni.
    Inoltre, Roma 1947 ha gli occhi ben aperti sulle tendenze odierne volte al vintage, fenomeno che ha investito i più disparati ambiti (si pensi alla ristorazione, alla fotografia, al design di biciclette).

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