Se passi in farmacia compra le banane!

Immaginiamo per un attimo che spariscano all’improvviso le normative che oggi regolano il settore delle farmacie: cosa potrebbe succedere a questi retailer posti di fronte alle sfide di una accresciuta concorrenza?  L’aspetto più visibile in un primo momento sarebbe la corsa alle nuove aperture e la diffusione delle farmacie diventerebbe molto più capillare sul territorio con l’apertura di punti vendita anche a pochi metri uno dall’altro.Immagine

Questo farebbe però sorgere subito il problema di individuare nuove modalità per far crescere i ricavi. Come prima soluzione certamente verrebbero perseguite con maggior vigore le strategie che già oggi i più lungimiranti imprenditori del settore stanno seguendo: le farmacie farebbero leva sulla figura del farmacista come consulente di fiducia sia per la somministrazione di farmaci che per quei consigli ed esami che aiutino a prevenire l’insorgere di patologie gravi che più in generale per tutte le diverse tematiche che possono aiutare il cliente a vivere una vita sana. Non solo: dal momento che esistono forti interazioni tra salute, benessere e bellezza verrebbe poi ulteriormente ampliato lo spazio dedicato a quest’ultimo mondo.

Una interazione più stretta e più frequente con il cliente si tradurrebbe anche in più traffico nel punto vendita e questo farebbe nascere opportunità per vendere a chi entra anche altri prodotti necessari alla sua vita quotidiana come ad esempio generi di prima necessità e generi alimentari. Le ricerche mostrano infatti che (negli Stati Uniti) il sessanta per cento delle persone responsabili della preparazione della cena alle 10 del mattino non ha ancora in mente cosa preparare e aiutare il cliente  risolvere questo problema è una ghiotta opportunità per ogni retailer. Vendere generi alimentari potrebbe poi essere un servizio gradito a persone anziane e comunque a tutti quelli che non hanno il supermercato sotto casa e che non desiderano o non possono compiere lunghi tragitti per procurarsi il cibo. Troveremmo allora in assortimento soluzioni per preparare rapidamente un pasto, piatti pronti, ma visto che siamo pur sempre in un negozio dedicato al benessere e alla salute non mancherebbe la frutta fresca visto che, come ci insegnano le nonne, “una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Fantaretail? No, semplicemente la strategia seguita dal gruppo Walgreens, il leader mondiale delle farmacie (proprietario anche della catena Duane Reade e in corso di integrazione con la britannica Boots) con circa 72 miliardi di dollari di fatturato realizzato attraverso più di 8.000 punti vendita e una squadra di 26.000 farmacisti. L’azienda si propone sempre più di essere la catena dei negozi che aiutano il cliente a “guarire, restare sano e vivere bene” facendo leva sul core business della farmacia “tradizionale” che continua a rappresentare la fonte della maggior parte dei ricavi. La strategia sembra funzionare visto che ieri il titolo dell’azienda ha raggiunto il suo massimo storico con un incremento a dodici mesi che sfiora il settanta per cento e un valore più che raddoppiato rispetto ai minimi relativi di un paio di anni fa. Se a New York vi capita di entrare in una farmacia, allora, non meravigliatevi se la prima cosa che vedete appena entrati sono mele e banane

È un’evoluzione desiderabile anche per il contesto italiano?

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7 pensieri riguardo “Se passi in farmacia compra le banane!

  1. Nel mio piccolo noto che già la maggior parte delle farmacie della mia città natale (40.000 abitanti, non una metropoli) vende caramelle, prodotti per celiaci, pizze surgelate, libri di nuove diete e chi più ne ha più ne metta.
    Un saluto Prof.

  2. 9 milioni di euro in media a farmacia mi sembra un buon target, ma sarei curioso di vedere gli effetti della concorrenza sulle “italianate” (leggasi mazzette ai medici per ricette gonfiate e farmaci buttati ai danni del SSN). Sarebbe una regola a cambiare il sistema intero?
    Sempre un’interessante lettura Prof.

  3. Purtroppo le normative italiane che oggi regolano il settore delle farmacie sono molto restrittive. Sicuramente arriveremo, in un lontano futuro, ad ottenere una più equa distribuzione delle farmacie e norme liberalizzate. Per il momento possiamo solo limitarci a dare suggerimenti ai tanti laureati in farmacia, che non hanno il potere economico per aprirne una. Un settore al quale i neo-laureati in scienze farmaceutiche, con specializzazione in nutrizione, potrebbero puntare è quello dell’ “healthy food”. Il potenziale cliente moderno sarebbe così attratto dalla genuinità dei prodotti 100% naturali, ma anche dai vivi colori di frutta, insalate e frullati; un visual semplice e accattivante, proprio perché BELLO DI NATURA!

    1. Tempo fa mi è capitato di essere influenzato, così mi sono recato in farmacia per chiedere aiuto. La farmacista non solo mi ha consigliato una possibile cura, rivelatasi efficace, ma in più mi ha spiegato come da studente, grazie a degli accordi con l’Università di Padova, possa richiedere una visita da un medico di base senza cambiare residenza. Dopo questo servizio ho sviluppato una grande fiducia e, quando ho bisogno di aiuto, mi reco subito in questa farmacia. Da quello che vedo molte farmacie italiane vendono, oltre ai medicinali, pasta e dolci per celiaci, cosmetici e prodotti per la cura personale.
      Questa strategia di diversificazione dell’assortimento, forse accelerata dalla competizione con le parafarmaicie, lascia ipotizzare anche per le farmacie italiane un processo sempre maggiore di diversificazione strategica del business. Se il consiglio del farmacista dovrà essere legato al guarire e al vivere sano può darsi che un giorno vedremo frutta e prodotti freschi di prima scelta(forse le farmacie diventeranno un nuovo canale per i prodotti a chilometro zero?). A questo punto viene da chiedersi anche quale sarà la risposta dei negozi di vicinato e dei supermercati biologici. Inoltre bisognerà vedere se il prezzo sarà competitivo: nonostante la garanzia di qualità dei prodotti, che sarà chiara al cliente per la natura stessa del canale di vendita, c’è da dire che i prezzi nelle farmacie oggi sono sopra la media. Queste farmacie sapranno confrontarsi con un cliente bene informato sulle sue opportunità d’acquisto?

  4. Quando la normativa non aiuta più a mantenere sostenibile un vantaggio competitivo una soluzione è sicuramente quella di procedere a una differenziazione del servizio per far percepire superiore il proprio prodotto: nelle farmacie la professionalità delle risorse umane è un fattore da non trascurare; in fondo ci sono momenti della nostra vita (penso a un mal di denti) in cui il dottore ha quasi il totale controllo sulla nostra volontà e la nostra più completa fiducia. Molti prodotti abbastanza legati al concetto “salutista” (che tra l’altro continua a svilupparsi anche nel nostro paese) troverebbero un mercato meno diffidente e disposto anche a pagare qualcosa in più per la percezione di “sano” che una farmacia riuscirebbe ad esprimere. Mi sorge un piccolo dubbio sul finale però: “Cosa ne sarà di quelle aziende che avevano deciso di affidarsi alle farmacie come esclusivo canale di vendita, anche perchè in quel modo riuscivano a presentarsi come sane e adatte ai bambini?” La Zigulì dovrà finalmente aprirsi al mondo dei supermercati? 🙂
    Sandro

  5. Tempo fa mi è capitato di essere influenzato, così mi sono recato in farmacia per chiedere aiuto. La farmacista non solo mi ha consigliato una possibile cura, rivelatasi efficace, ma in più mi ha spiegato come da studente, grazie a degli accordi con l’Università di Padova, possa richiedere una visita da un medico di base senza cambiare residenza. Dopo questo servizio ho sviluppato una grande fiducia e, quando ho bisogno di aiuto, mi reco subito in questa farmacia. Da quello che vedo molte farmacie italiane vendono, oltre ai medicinali, pasta e dolci per celiaci, cosmetici e prodotti per la cura personale.
    Questa strategia di diversificazione dell’assortimento, forse accelerata dalla competizione con le parafarmaicie, lascia ipotizzare anche per le farmacie italiane un processo sempre maggiore di diversificazione strategica del business. Se il consiglio del farmacista dovrà essere legato al guarire e al vivere sano può darsi che un giorno vedremo frutta e prodotti freschi di prima scelta(forse le farmacie diventeranno un nuovo canale per i prodotti a chilometro zero?). A questo punto viene da chiedersi anche quale sarà la risposta dei negozi di vicinato e dei supermercati biologici. Inoltre bisognerà vedere se il prezzo sarà competitivo: nonostante la garanzia di qualità dei prodotti, che sarà chiara al cliente per la natura stessa del canale di vendita, c’è da dire che i prezzi nelle farmacie oggi sono sopra la media. Queste farmacie sapranno confrontarsi con un cliente bene informato sulle sue opportunità d’acquisto?

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