Il prezzo può fare molto più che coprire i costi: può aiutare a spiegare chi siamo e può anche spingere a riflettere su questioni importanti.
Ce lo ricorda in questi giorni l’effervescente James Watt di Brewdog (un’azienda alla quale ho dedicato più di una delle mie pillole quotidiane) con il lancio della Cold Beer.
Il prezzo della birra nei locali dell’azienda sarà infatti stabilito in funzione della temperatura: per ogni scostamento di un grado rispetto alla temperatura media del periodo nel luogo in cui si trova il bar, il prezzo sarà ridotto di 25 pence.
Dal momento che le previsioni parlano per Londra di temperature massime attorno ai 24°, e che nel torrido settembre appena passato sono stati superati più volte i 30°, dato decisamente anomalo per un settembre inglese, chi andrà in un bar Brewdog potrà bere buona birra a buon mercato.
Si tratta di un’operazione promozionale simpatica ed efficace per portare clienti nei punti vendita dell’azienda, ma anche di un modo, in linea con il tone of voice del brand, per spingere a riflettere sul cambiamento climatico e, soprattutto, per poter parlare dei passi concreti che l’azienda sta compiendo in questi anni per contrastarlo.
Brewdog può infatti vantare il primato di essere il primo produttore di birra certificato carbon negative, grazie a una serie di interventi che vanno dall’investimento sulle energie rinnovabili alla piantumazione di mezzo milione di alberi in Scozia nella Lost Forest (Lost Lager è anche uno dei best seller del brand).
Un bell’esempio di promozione che, lungi dallo svilire il prodotto, valorizza il brand.
Post dedicato a chi pensa ancora che per fare i prezzi sia sufficiente guardare i costi.