Chi l’ha detto che sul mercato della moda 👕 non c’è spazio per i negozi plurimarca?
La crisi dei department store 🏬 , e di tanti specializzati indipendenti che adottano questa formula, sembra portare a ritenere che moda e lusso siano ora destinati a essere dominati dai negozi monomarca.
Ieri sera ha però presentato una trimestrale scintillante Urban Outfitters, con un +72% di reddito operativo, salito al 9,6% delle vendite, che ha fatto volare oggi il titolo in borsa (+22% il bilancio della giornata e +85% quello a dodici mesi 📈 ). Si tratta di un’azienda che, in particolare con il brand omonimo, rappresenta un caso interessante di multimarca di successo.
Quello che caratterizza da sempre i suoi negozi (nella foto che ho scattato l’altro ieri quello di Westfield Stratford 🏴 ) è la capacità di selezionare prodotti di marche e categorie diverse, riuscendo a offrire una retail experience varia e sorprendente, ma sempre molto coerente con il lifestyle proposto dal brand.
Non si entra quindi da Urban Outfitters per cercare i prodotti Nike o Adidas, ma per scoprire le nuove proposte selezionate dal retailer.
Questa autorevolezza dell’azienda come selezionatrice di proposte interessanti è alla base anche di quella che è la vera novità della trimestrale: il +60% dei ricavi degli abbonamenti del servizio di noleggio Nuuly. Questa linea di business ha generato nel trimestre 124 milioni 💰 con una redditività operativa positiva pari al 5,6% e un numero di abbonati che in maggio ha raggiunto i 380.000.
Non mi sembra quindi in crisi il modello di business del negozio multibrand, ma piuttosto quello dei retailer che si limitano a operare come meri assemblatori di offerte di terzi, senza riuscire a caratterizzarsi per un’identità forte come selezionatori di una proposta interessante. Inutile precisare che non si tratta di un lavoro facile.