Portare l’arte nei centri commerciali

Mi piace quando posso constatare che i miei allievi proseguono su strade coerenti con quello che abbiamo approfondito insieme a lezione qualche anno prima. Ho visitato quindi con grande soddisfazione la piccola ma stimolante mostra dedicata a Keith Haring allestita qualche settimana fa all’Ipercity di Padova (Albignasego per essere precisi) dove la mia ottima allieva Eleonora lavora come marketing specialist.

Questa iniziativa è significativa perché è un segno di quella evoluzione del ruolo dei centri commerciali che sto studiando con passione da diversi anni, che vede queste strutture trasformarsi da luoghi dedicati allo shopping a luoghi nei quali lo shopping è una delle forme di intrattenimento di cui si può usufruire.

Non solo, come abbiamo verificato anche negli ultimi anni attraverso i tanti progetti interessanti presentati agli Innova Retail Award di KikiLab, in molti casi il mall sta diventando il cuore di una community promuovendo anche attività di natura non strettamente commerciale. Le diverse scuole che sono andate in uscita didattica per studiare Haring all’Ipercity padovano ne sono un esempio.

Questa “rinascita dei centri commerciali”, della quale ha scritto anche per il Corriere Anna Zinola, si vede ora anche nei numeri. Smentendo le previsioni di chi qualche anno fa parlava già di fine dei mall, l’analisi CNCC EY appena uscita mostra come i centri italiani abbiano sostanzialmente recuperato i livelli pre pandemia.

Chiaro che per gestire questi “nuovi” centri commerciali, facendo anche in modo che la vivacità della crescita in termini di traffico si accompagni ad altrettanto vivaci crescite di fatturato, non bastano bravi amministratori di condominio, ma servono marketer con idee innovative: per chi ne avesse bisogno, io li sto formando nei miei corsi.

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