Perché la gogna contro Ferragni?

Torno sul caso Ferragni, alla quale avevo dedicato delle riflessioni su linkedIn, con un post sicuramente non popolare ma che ritengo dovuto.

Breve riassunto della situazione: cosa ha combinato l’imprenditrice che è stata pesantemente multata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato?

In sostanza un’operazione oggi molto diffusa: ha lanciato un’iniziativa di comarketing con Balocco (e pare abbia seguito lo stesso schema con le uova di Pasqua) prevedendo che il brand coinvolto versasse una somma in beneficenza.

Il problema non sta però nella struttura, come ho detto molto comune, dell’operazione, ma nel fatto che il progetto sia stato presentato con un comunicato che diceva che le “vendite serviranno a finanziare un percorso di ricerca promosso dall’Ospedale”.

Questa comunicazione se presa alla lettera è indubbiamente ingannevole perché a finanziare l’Ospedale non sono state le vendite del pandoro, ma l’atto della sottoscrizione dell’accordo tra Ferragni e Balocco. L’Ospedale ha infatti beneficiato della donazione ancora prima che iniziassero le vendite al pubblico di pandori.

Quindi è corretto dire che il pandoro di Chiara Ferragni sostiene l’Ospedale, nel senso che l’operazione di lancio del pandoro prevede la donazione, ma non è tecnicamente corretto dire che sono le vendite del pandoro a farlo. Da qui la sanzione per pubblicità ingannevole.

È certamente disdicevole essere ambigui nella comunicazione, tanto più quando c’è di mezzo un’attività benefica. Su questo siamo certamente tutti d’accordo, e infatti la stessa Chiara Ferragni si è scusata pubblicamente impegnandosi a versare un milione all’ospedale destinatario della donazione originaria.

Qui è iniziata però la parte secondo me più interessante del caso: il parere che mi sembra di gran lunga prevalente nell’opinione pubblica è che le scuse non siano state sufficienti, che non siano state abbastanza sincere e che il milione addizionale che l’imprenditrice donerà non sia un importo adeguato, e infine che scusarsi per l’errore sia troppo comodo.

Non c’è dubbio che la gestione dell’operazione sia stata sbagliata e che anche le parole usate per scusarsi avrebbero potuto essere migliori, ma abbiamo centinaia di imprenditori condannati per aver imbrogliato consumatori e investitori (lo stesso Elon Musk da molti idolatrato ha qualche scheletro nell’armadio …), per aver evaso, avvelenato, inquinato, messo a rischio la vita di consumatori e collaboratori per mera avidità.

Pochissimi di loro si sono scusati, e ancora meno hanno fatto ammenda finanziando ospedali. Alla luce di ciò, la gogna mediatica contro Chiara Ferragni (alla quale ora molti danno pubblicamente della ladra e della truffatrice) mi sembra del tutto sproporzionata.

Quali possono essere i motivi? Perché è una giovane donna di successo? Perché esibisce sfacciatamente una vita dorata che tanti le invidiano? Perché lei e il marito hanno preso posizioni forti su questioni divisive? Perché c’è una diffidenza aprioristica verso chi si arricchisce con mestieri legati al web?

Io penso che ci sia un mix di tutto questo e che valga la pena di fermarsi a riflettere.

5 pensieri riguardo “Perché la gogna contro Ferragni?

  1. Salve professore,
    Ottima analisi come sempre. A parer mio la gogna mediatica è dovuta ad un mix di contraddizioni che questa vicenda ha fatto notare e vorrei portare un pensiero “di pancia” così come lo sono le accuse che le si fanno.
    Chiara Ferragni è nota per molte campagne di beneficenza degne di nota e che le fanno onore. Come fa una persona che ha fatto così tanto nel passato a cadere in una pratica scorretta di questo tipo (e soprattutto su temi benefici che le stanno a cuore)?
    In più le cifre dell’accordo hanno peggiorato la situazione a parer mio.
    Troppo sproporzionata la cifra che entra nelle tasche della Ferragni rispetto a quella donata. Lungi da me dire che dovrebbe apporre la sua immagine a titolo gratuito ma quando si tratta di fare del bene il proprio ritorno personale dovrebbe essere messo un po’ in secondo piano. A questo potremo aggiungere le sue riflessioni. Quando una persona che mostra si mostra educata, attivista sociale, con pensieri benefici e una vita perfetta si comporta male la reazione delle persone è direttamente proporzionale a quanto in alto è sul piedistallo sociale.

    Se devo aggiungere un parere soggettivo il video di scuse studiato a tavolino (come è giusto che sia per un’azienda che fa crisis management), non risparmiandosi nemmeno il singhiozzo da pianto che non sembrava poi tanto sincero, ha avuto l’esatto effetto opposto a quello che doveva. Le persone hanno capito che non era spontaneo e non l’hanno apprezzato

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  2. Buongiorno,
    apprezzo molto l’analisi, e molti punti li condivido a titolo puramente personale.

    Sul tema delle “scuse” però, vero che molti imprenditori coinvolti in reati ben più gravi non le hanno mai presentate pubblicamente, ma è anche vero che i personaggi in questione in questo caso vivono prevalentemente della loro immagine social, pertanto non ritengo il messaggio di scuse necessariamente un merito (mi scuso con il mio pubblico, non con la società civile intera). Oltretutto pare che operazioni simili siano state condotte anche in precedenza, e per quelle non ci sono state scuse.

    La reazione pubblica a mio avviso è stata sproporzionata un po’ come è sproporzionato il compenso in relazione alla cifra devoluta in beneficenza, in questo caso.

    Credo che l’acrimonia sia generata inoltre anche dal fatto che un certo pubblico è vagamente irritato dal fatto che il nostro paese sia abbastanza genuflesso di fronte ai Ferragnez, confondendo un pochino la stima per un grande imprenditore con l’ammirazione personale e umana.

    Berlusconi è stato indubbiamente un grandissimo imprenditore (anche in questo, come i Ferragnez, da me molto stimato), ma non necessariamente un maestro di valori umani (e forse di legalità?), oltre che nella vita privata. Anche questo confronto è, naturalmente, sproporzionato.

    Però se la vita privata è mescolata all’attività economica (e a volte strumentale ad essa!), il “popolo” che frequenta il web percepirà l’immagine come unica e non distinguerà più la Ferragni imprenditrice dalla Ferragni donna/moglie/mamma. Il rischio è questo in sintesi, per cui non si separa più il giudizio legale da quello morale/personale.

    La gogna quindi, per come la vedo, deriva da questo.

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    1. La Ferragni ha 36 anni, non è una “ragazza” è una donna e avrebbe dovuto capire che non si gioca con la beneficenza, soprattutto quando tale contributo dovrebbe arrivare a bambini ammalati gravemente. Ecco perchè l’accanimento, oltretutto spesso stava a fare la morale quando si presentava sullo schermo, quindi non può certo ricevere complimenti.

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  3. IN QUESTO PAESE DI LADRI CHE HANNO SPOLPATO LA NAZIONE (TERZO DEBITO AL MONDO TRA RUBERIE E APPALTI FARLOCCHI) IL PROBLEMA SONO I PANETTONI DELLA FERRAGNI? FESSO CHI ABBOCCA!

    Premetto: non amo gli influencer, i quali la maggior parte sono un branco di ignoranti-analfabeti, pacchiani, ridicoli e rappresentano esattamente il “nulla” della “società liquida” di oggi. Ma che, in un paese di ladri che fanno impallidire Al Capone, si sia messo in atto un linciaggio senza precedenti contro una ragazza che sostanzialmente non ha rubato nulla, ma anzi ha fatto versare cinquantamila euro in offerta all’ospedale Regina Margherita, mi pare davvero grottesco. Non solo: la ragazza si è resa conto della superficialità dell’operazione di marketing (spero licenzino l’agenzia) e ha chiesto scusa (cosa molto rara in questo paese di “poeti, santi, navigatori” e ladri), non bastasse, ha promesso un milione di euro in donazione all’ospedale, devolvendo l’intera somma. In un paese normale, la questione sarebbe chiusa. Ma non è così: ora a marciarci sopra sono proprio le testate giornalistiche che per “due views” si svendono e spalano meerdaa oltre misura. E naturalmente gli haters sguazzano in questa merda sociale: ma questi sono semplicemente decerebrati di cui non ci importa nulla. Questo accanimento fa capire quanto questa società sia folle, malata, degenerata e violenta. Sia chiaro che i peggiori siete proprio voi giornalisti, o meglio pseudo-giornalisti, non Chiara Ferragni. Lei ha guadagnato un milione da Balocco? Bene, probabilmente sa fare il suo lavoro di influencer. Mica li ha sottratti all’ospedale. Voi invece come li guadagnate i vostri soldi? Spalando merda e seppellendo ora un vip che tira sempre, ora un cantante che entra in ogni casa con radio e televisione e fa notizia ben pagata. Oppure vomitate merda entrando nel campo delle ipotesi: cioè, il reato non esiste, ma si ipotizza che qualcuno possa aver ordito una operazione troppo conveniente e quindi passibile di reato. Bella nazione l’Italia, con un’informazione da regime fascista. Mancano gli untori per le strade e poi possiamo tornare al 476 d.C, inizio del medioevo.

    Chiediamo invece a Renzi come mai sono spariti 6 milioni di euro dal conto UNICEF, versati ai suoi cognati. Oppure cosa combinano i parlamentari con le “fondazioni” le cui informazioni sono secretate?
    Sedici consigli regionali inquisiti ed il problema in Italia sono i panettoni della Ferragni? Un gioco al massacro inusitato, assurdo, incivile, immorale nei confronti di una persona sostanzialmente onesta, che ha semplicemente peccato di superficialità. Ma dei veri ladri, quelli col potere politico, nessuno ne parla. Cari giornalisti del menga, vergognatevi, sporchi e venduti al sistema.

    IO DIFENDO LA FERRAGNI!!! NESSUNO MERITA UN LINCIAGGIO DI TALI DIMENSIONI SENZA AVER COMMESSO SOSTANZIALMENTE NESSUN REATO. SE LA PERSONA SI SCUSA (FATTO) E DEVOLVE L’INTERA SOMMA ALL’OSPEDALE (FATTO) RINUNCIANDO TOTALMENTE AL GUADAGNO DELL’OPERAZIONE PANETTONI, LA QUESTIONE È CHIUSA.

    La Ferragni non è una ragazza che ha necessità di truffare per guadagnare con il suo lavoro. Anzi, ha molto più da perdere, e solo uno stupido scherzerebbe con donazioni benefiche, che possono diventare un’arma a doppio taglio.
    La Ferragni negli anni ha fatto molta beneficenza, e dobbiamo dare il beneficio del dubbio a questa ragazza, in attesa di altre attività benefiche che vedrete saranno gestite meglio. Insomma non vedo la Banda bassotti dietro a queste operazioni benefiche, ma una ragazza inesperta, che ha realizzato con superficialità l’operazione panettoni. In chiusura: la Ferragni ha fatto un errore, ma non con l’intenzione di rubare. E’ stato un errore di valutazione. Per cui, lasciamola vivere e lavorare. Il tempo darà una risposta.

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