Gli influencer sono finiti?

In questi giorni due eventi hanno accesso il dibattito sul presente e il futuro degli influencer. Da un lato l’uscita del documentario HBO Fake Famous (qui il trailer) che ha messo in luce ancora una volta le dinamiche che governano la crescita della popolarità sul web. Dall’altro la pubblicazione dell’intervista a Seth Godin con la quale Il Sole 24Ore ha presentato al pubblico italiano il suo ultimo libro è uscita sotto a un titolo a tutta pagina che recitava “Gli influencer sono il passato” e che è stato abbondantemente condiviso, soprattutto su linkedIn, per diversi giorni.

Ma è vero che la influencer economy è giunta al capolinea? Le quote consistenti di budget di comunicazione oggi allocate su operazioni di influencer marketing, in particolare da parte delle aziende di moda e lifestyle, prenderanno a breve un’altra strada?

Io penso che sia necessario fare dei distinguo (che peraltro si ritrovano anche tra le righe della citata intervista a Godin). Oggi è probabilmente sopravvalutata l’importanza di tanti cosiddetti influencer che non influenzano però nessuno: si tratta spesso semplicemente di bei ragazzi che hanno conquistato un seguito  ammiccando più o meno vestiti davanti alla fotocamera.

Via via che le aziende imparano a sganciarsi dalla contabilità delle vanity metrics, giungerà però inevitabilmente al capolinea la fase di infatuazione per i testimonial con “semplicemente” tanti follower e si rafforzerà un processo di selezione che premierà chi è in grado di ottenere attenzione ed engagement (quello vero, non quello misurato con i like o i click) attraverso contenuti di qualità. Non è un caso che la qualifica di influencer stia lasciando il posto in molti casi (come quello di Nick Pescetto fotografato sopra) a quella di content creator, più corrispondente all’attività effettivamente svolta.

Non solo: io penso che nei prossimi anni il ruolo degli influencer sia destinato a crescere ulteriormente di importanza se ad autenticità e qualità dei contenuti sapranno affiancare anche purpose, prendendo posizione su temi di rilevanza etica e sociale. Chi ha seguito negli ultimi mesi l’evoluzione della comunicazione dei Ferragnez, una evoluzione coronata due mesi fa dal conferimento da parte del Sindaco di Milano dell’Ambrogino d’oro per l’impegno sociale durante la pandemia, avrà notato che questa nuova fase è già iniziata.

Lunga vita quindi agli influencer che hanno dei valori e delle cose da dire!

PS Colgo l’occasione per ringraziare i miei studenti del corso di Marketing per i tanti spunti che mi hanno fornito su questo tema, e in particolare Francesco Fanelli che mi ha segnalato Nick Pescetto: in alto una foto tratta dal suo profilo IG (di Nick, non di Francesco).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...