Ecco l’azienda che sta aprendo 200 negozi in Italia

Uno dei miei appuntamenti preferiti per riflettere sulle innovazioni nel mondo del retail è il convegno annuale Retail Innovations che organizza da 16 anni Fabrizio Valente con Kiki Lab, e anche quest’anno l’incontro (ovviamente in versione web) non ha deluso. In un anno decisamente travagliato per il mondo del retail, il caso che mi ha colpito di più è stato certamente quello di Würth Italia che, forte di una rete che conta già 178 negozi, ha un piano di 200 aperture di un format molto particolare.

Due sono gli spunti di riflessione interessanti che ci offre questa strategia.

1. Siamo abituati (io per primo) a enfatizzare come il punto vendita oggi serva soprattutto a emozionare, raccontare, spiegare, mettendo in secondo piano le sue funzioni logistiche visto che le piattaforme dedicate all’ecommerce riuscirebbero a svolgerle in modo più efficace ed efficiente.
In realtà ci sono situazioni nelle quali anche le poche ore di attesa garantite dagli ecommerce più efficienti sono inaccettabili e il negozio brick & mortar vince con la logistica. Würth produce viteria e utensileria: se sto facendo un lavoro per un cliente e mi manca una vite, il costo di aspettare il giorno dopo può essere insopportabile e il valore del servizio di poter trovare il prodotto vicino a me nel momento in cui mi serve diventa elevato.

2. Duecento locali da affittare e ristrutturare, centinaia di addetti da selezionare e assumere … un’impresa titanica e un investimento colossale? In realtà no perché i negozi di cui sto parlando sono dei negozi automatici senza personale, container amovibili 13,5X2,5X3,1 m che possono essere posati rapidamente e altrettanto rapidamente spostati se l’evoluzione della domanda lo consiglia.
Il cliente può fare l’ordine direttamente al negozio, oppure può acquistare sul web o in app e, arrivato al negozio, scansionare semplicemente il qrcode e ritirare la merce. Il tutto sette giorni su sette e a qualsiasi ora.
Ad ogni acquisto il negozio emette una proposta di riordino e anche qui c’è una caratteristica interessante perché delle 2.000 referenze in assortimento l’80% è standard mentre il restante 20% si adatta sulla base dell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei clienti della specifica area sulla quale insiste il negozio.

La tecnologia sta trasformando il retail e offre opportunità in tanti settori. La cosa interessante è che la direzione del cambiamento non è scontata!

PS Il pezzo si basa sui miei appunti sull’intervento dell’Amministratore Delegato dell’azienda Nicola Piazza al convegno di Kiki Lab. Non ho contattato l’azienda per una revisione della bozza e quindi eventuali errori sono responsabilità mia.

PPS La foto del brindisi di inaugurazione di una “Casa della vite” è evidentemente vecchia e l’ho presa dal sito Edilportale.com mentre la foto del negozio è parte della presentazione al convegno.

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