“Benetton e soci” siamo noi

L’opinione pubblica ha già individuato in questi giorni i grandi colpevoli della tragedia di Genova: si tratta dei membri della famiglia Benetton che controllano indirettamente la società che rappresenta l’azionista di maggioranza relativa di Atlantia, il gruppo a cui fa capo Autostrade per l’Italia, la società che gestisce anche la A10, l’autostrada lungo la quale si è verificato il disastro.

In questa ricerca di un colpevole con un nome e cognome da poter insultare molti si sono però dimenticati un particolare non proprio secondario: Atlantia è una società quotata in borsa e non appartiene solo alla famiglia Benetton. Chi altro si è arricchito con i profitti di Atlantia? Confesso di esserci di mezzo anche io, non direttamente ma attraverso un fondo di investimento che al 31 luglio aveva Atlantia tra i dieci principali titoli in portafoglio.

Se la società è colpevole di qualcosa, allora, e non sono ovviamente in grado di prendere una posizione su questo aspetto, i membri della famiglia Benetton in quanto azionisti hanno una responsabilità che è qualitativamente equivalente a quella di tutti noi che abbiamo investito direttamente o indirettamente i nostri risparmi in Atlantia allettati dalla elevata marginalità dell’azienda. Certo, la eventuale responsabilità dei Benetton sarà quantitativamente maggiore perché è maggiore la quota di capitale riconducibile a loro, ma si tratterebbe comunque di una responsabilità che condividono con noi (diverso sarà evidentemente il caso delle persone che hanno ruoli gestionali in azienda).

Prescindendo da valutazioni su questo caso specifico, io penso (e anche spero) che in futuro si diffonderà una maggiore consapevolezza di quelle che sono le nostre responsabilità di investitori e anche di consumatori perché dietro a parole come “i mercati” o “la finanza” (o, per citare Beppe Grillo, “Benetton e soci”) il più delle volte ci siamo semplicemente noi con le nostre scelte di investimento e di consumo e le nostre azioni quotidiane.

PS
vista la delicatezza del tema mi sento in dovere di essere doppiamente trasparente: l’ammontare dei miei risparmi indirettamente investiti in Atlantia è oggi pari a circa 100 euro, mentre circa 4.000 euro li ho investiti in Autogrill; non ho rapporti di nessun tipo con la famiglia Benetton anche se ho tanti amici e allievi che lavorano in aziende riconducibili a loro

Annunci

4 pensieri riguardo ““Benetton e soci” siamo noi

  1. E’ giusto. Siamo tutti Atlantia, avendo qualche quota di fondi. E’ proprio per questo che siamo sconcertati, noi “razionali”, che detestiamo le sparate dei “pop”. Noi ci aspettiamo che gli azionisti di riferimento abbiano l’intelligenza, la sensibilità e la capacità di manifestare immediatamente solidarietà concreta con le vittime di quanto è successo. Non di affidare la comunicazione in un momento di gravissima crisi a qualche ragiunatt di 4° livello che, in castigo in ufficio a Ferragosto, biascica due stupidate pseudotecniche. Noi ci aspettiamo, legittimamente credo, che una famiglia protagonista dell’innovazione imprenditoriale nel ‘900, non lasci tutto il terreno comunicativo a chi descrive il mercato e la società industriale come il regno dei vampiri che succhiano il sangue del popolo. Ci attendiamo che difendano l’impresa e i suoi valori, anche con gesti e parole non filtrati dagli avvocaticchi che avranno suggerito di stare zitti per non “ammettere indirettamente responsabilità”. Gramellini e Annunziata li accusano di “mancanza di cuore”; quelli sono affari loro; noi, come azionisti di minoranza vogliamo che difendano la società almeno in nome dei loro e dei nostri interessi. Ma che non sono solo le quote dei fondi, ma sono gli interessi di una società libera e di mercato, nella quale la responsabilità di chi dirige è l’altra faccia del potere di decidere. E talvolta la responsabilità e il potere implicano di esporre la propria faccia e di scusarsi, e di fare qualche gesto di generosità umana fuori dagli schemi; se le scuse sono sincere o solo di facciata lo lasciamo decidere ai “nuovi inquisitori” (oggi al Ministero dedicato) perchè non ci riguarda. Ma in circostanze eccezionali sono richiesti comportamenti conformi. E non metterli in atto è grave. Si è lasciato il campo totalmente in mano ai ciarlatani; l’essersi lasciati dipingere in questo modo, senza anticipare e senz0a reagire è stato un danno difficilmente riparabile per tutti quelli che in Italia lavorano per l’impresa, per il mercato e per una società liberale.

    Mi piace

  2. Senza entrare nel merito giuridico/politico, va rilevata un’enorme differenza di business tra l’azienda con azionista di riferimento dei Benetton e la “rivale” (se così si può comunque chiamare quando si parla di controllo di monopoli naturali) dei Gavio. Questi ultimi, che tramite Argo Finanziaria, hanno la maggioranza del Gruppo SIAS da un punto di vista economico sono stati molto più lungimiranti di Atlantia / Benetton e hanno tenuto tenuto spacchettate le aziende a capo delle concessioni delle varie aziende da loro controllate. Ci troviamo quindi che la Savona – Ventimiglia è gestita da Autostrada dei Fiori, la A5 è addirittura spacchettata tra ATIVA e Autostrade Valdostane. Le uniche due aziende del gruppo più “grosse” sono SATAP e SALT che controllano 2 tronchi autostradali ciascuna; in questo caso però le concessioni dei 2 tronchi sono comunque divise. Da un punto di vista di marketing è come se avessero diversificato la strategia brand in base alla concessione e alla tratta autostradale. Nel loro caso, nella malaugurata ipotesi si verificasse una criticità per una delle aziende, risulta più difficile che l’effetto reputazione si trascini in toto a tutta la rete (e l’intervento governativo di revoca sarebbe per forza di cose circoscritto alla sola azienda interessata dalla criticità).
    Per quanto detto, se posso permettermi, le direi che tra i 2 gruppi, quello che ha senz’altro il business più solido è indubbiamente SIAS. Questo gruppo inoltre è molto più focalizzato sul business rispetto ad ASPI e negli scorsi anni ha vinto la gara per la A21 Brescia – Piacenza (anche qui tramite una società creata ad hoc per partecipare alla gara) subentrando al precedente gestore a controllo pubblico (Autostrade Centro Padane); questo, a leggi vigenti, sembra indicare un maggior orientamento nel business autostradale rispetto ad Atlantia.

    Mi piace

  3. Forse, per onestà intellettuale, bisognerebbe anche dire che Autostrade per l’Italia era tenuta anche alla manutenzione, cosa che forse anche i Benetton dovevano controllare che venisse fatta a dovere. Se poi lei vuole diffendere, immagino da persona di sinistra, quella famiglia a spada tratta, così come altri la accusano, ne ha piena facoltà!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...