Eliminare i limiti per il contante incentiva i consumi?

Parlando all’assemblea di Confesercenti il nostro vulcanico Ministro dell’Interno ha dichiarato qualche giorno fa la sua contrarietà a coercizioni come i limiti all’utilizzo del contante. Come si ricorderà questo limite era stato già innalzato circa tre anni fa dal governo Renzi su iniziativa di Angelino Alfano che aveva spinto per portare il limite da 1.000 a 3.000 euro con l’obiettivo di fare “un piccolo gesto per incoraggiare i consumi”. Ma è vero che queste misure incoraggiano i consumi? Gli studi di marketing confermano che poter effettuare spese in contanti anche per importi elevati spinge a spendere di più?

In realtà gli studi di consumer behaviour ci dicono proprio il contrario: le scelte del consumatore sono infatti legate ai prezzi percepiti e queste percezioni sono influenzate dal modo in cui viene effettuato il pagamento. A parità di altre condizioni, il consumatore che paga in contanti avverte maggiormente il sacrificio della spesa rispetto a quello che paga con carta di credito e quindi è quest’ultimo quello che è più probabile sia portato a spendere di più. Per lui, infatti, la differenza tra spendere 10 o spendere 100 sarà molto meno percepibile rispetto a quanto non avvenga per chi tira fuori dalle tasche le banconote e vede svuotarsi il portafogli (a chi si vuole divertire leggere un po’ di ricerche su questi temi consiglio il brillante Pricing and the Psichology of Consumption di J.T. Gourville e D. Soman pubblicato su Harvard Business Review e recuperabile qui).

Un governo che volesse incentivare i consumi attraverso le modalità di pagamento (inutile precisare che ci sono tante altre leve utilizzabili per conseguire questo obiettivo) dovrebbe quindi agire nella direzione opposta, spingendo i consumatori a utilizzare sempre più carte di credito, bancomat e altri strumenti di pagamento diversi dal contante (come ad esempio Satispay, Jiffy o Apple Pay).

Naturalmente questo è un ragionamento che vale a parità di tutte le altre condizioni. Se parliamo invece ad esempio di chi dispone di denaro guadagnato in modo illecito, che non può quindi transitare per i circuiti bancari, il discorso si rovescia. Per questo consumatore una normativa che facilita la circolazione del contante avrà l’effetto di stimolare maggiori acquisti. Qui però si esce dal campo delle valutazioni di marketing e si entra nel campo delle scelte di Politica con la p maiuscola.

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Un pensiero riguardo “Eliminare i limiti per il contante incentiva i consumi?

  1. […] Inutile dire che le code alla cassa per acquistare i token (nella foto sotto la cassa dell’Home Festival) e la complessità del rimborso per quelli avanzati a fine serata sono un forte disincentivo per chi vuole farsi un ultimo giro di birre. Molto più piacevole spendere quanto per fare acquisti basta allungare il braccio verso il lettore di chip senza nemmeno mollare il bicchiere. Il pagamento è una componente importante dell’esperienza di acquisto e le modalità di pagamento influenzano il comportamento del consumatore (l’ho ricordato anche in un post qui). […]

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